Trattamento giusto al momento giusto: migliorare i risultati al primo episodio di psicosi

La combinazione di trattamenti psicosociali e trattamenti farmacologici evidence based, porta ad un miglioramento significativo della qualità di vita in pazienti al primo episodio di psicosi (First Episode Psychosis, FEP), rispetto alla terapia standard. I benefici mostrati dallo studio RAISE sono maggiormente evidenti in pazienti che iniziano la terapia ai primi episodi psicotici e diminuiscono progressivamente in pazienti con psicosi non trattata per lunghi periodi.

Per una versione più dettagliata di questo rapporto, dai un’occhiata all’articolo del Lundbeck Institute Campus.

Risultati a due anni dal progetto RAISE

Il programma RAISE Early Treatment (Recovery After an Initial Schizophrenia Episode) è stato il primo studio randomizzato e controllato di intervento multidisciplinare condotto in diversi setting comunitari negli Stati Uniti. In questo studio è stato confrontato un programma di assistenza protocol-driven con il trattamento standard solitamente offerto alle persone con psicosi al primo episodio. Tale studio innovativo è stato finanziato dal National Institute of Mental Health con il Prof. John Kane (Zucker Hillside Hospital, Glen Oaks, New York, USA) come principale sperimentatore.

Lo studio ha rilevato che la qualità di vita valutata a due anni (outcome primario) migliorava significativamente in quei pazienti con psicosi al primo episodio che avevano ricevuto un trattamento psicosociale e farmacologico completo rispetto ai pazienti che avevano ricevuto un’assistenza standard.

I pazienti nel gruppo di intervento integrato erano anche significativamente più propensi, rispetto al gruppo di controllo, ad andare al lavoro o a scuola; avevano più probabilità di continuare il trattamento e mostravano un miglioramento significativo nei sintomi, valutati attraverso l’utilizzo della scala PANSS (Positive And Negative Syndrome Scale) e della scala CDSS (Calgary Depression Scale for Schizophrenia).

L'assistenza combinata può essere condotta in diversi setting comunitari e può migliorare la qualità di vita dei pazienti al primo episodio di psicosi. Ma un intervento precoce è essenziale

In cosa consiste il RAISE?

Il progetto RAISE ha coinvolto 34 centri non accademici in 21 stati americani.

Il pacchetto completo di assistenza, denominato NAVIGATE, prevedeva quattro interventi evidence-based:

• gestione personalizzata dei farmaci;
• psico-educazione familiare;
• terapia individuale focalizzata sulla resilienza;
• sostegno per l’occupazione e l’istruzione

Il programma promuoveva processi decisionali condivisi centrati sulle preferenze del paziente. Dal punto di vista farmacoterapeutico, per facilitare la scelta del trattamento, veniva utilizzato un sistema di supporto decisionale via web, sviluppato da un gruppo di esperti. 

Il trattamento è stato personalizzato per ridurre gli effetti collaterali

Gli interventi psicosociali combinavano moduli generali (definizione degli obiettivi, psicoeducazione, prevenzione delle ricadute e trattamento dell'episodio psicotico) con moduli personalizzati per il paziente. Questi includevano moduli relativi alla percezione di sentimenti negativi, all’abuso di sostanze, alla conduzione di una vita sana e allo sviluppo di relazioni.

La qualità della vita veniva misurata attraverso un’intervista video, valutata da medici, utilizzando la scala di Heinrichs-Carpenter.

Valutazione nel contesto reale

Questo tipo di assistenza “combinata” non riduceva il tasso di ospedalizzazione per le indicazioni psichiatriche: 34% nel gruppo NAVIGATE, 37% tra i controlli. Tuttavia, è importante notare che questi dati risultavano relativamente bassi per la psicosi al primo episodio.

Sulla base dei 404 pazienti randomizzati per centro, lo studio ha dimostrato che un intervento completo può migliorare il percorso dei pazienti con psicosi al primo episodio nei domini della vita più importanti per sé stessi e per la loro famiglia.

L'importanza di un intervento precoce

La durata media della psicosi non trattata (DUP) per i pazienti arruolati nello studio - definita come il tempo che intercorre tra l'inizio dei sintomi psicotici e l'inizio del trattamento farmacologico - era di 74 settimane. Ciò ha portato alla conclusione che un intervento tempestivo risultava fondamentale. Il programma di assistenza integrata ha portato ad un notevole miglioramento dei risultati nei pazienti per i quali l'intervento è stato effettuato in maniera tempestiva, ma ha avuto un effetto minore nei pazienti con una DUP lunga più di 74 settimane.

In un'intervista per Progress in Mind, il principale ricercatore del progetto RAISE, il Prof. John Kane, ha affermato che è possibile aiutare i pazienti ad affrontare il fatto che sperimentino l'inizio di una grave malattia e supportarli nel raggiungimento dei loro obiettivi e delle loro aspirazioni.

“Più riusciremo a migliorare i risultati, più riusciremo a ridurre lo stigma della malattia mentale”, ha continuato. “Ma più lungo è il periodo della psicosi non diagnosticata e non trattata, più è difficile raggiungere un buon risultato”.

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