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Biomarker infiammatori nei disturbi dell’umore ed implicazioni per il trattamento

L’infiammazione sembra svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo del disturbo depressivo maggiore (DDM) e del disturbo bipolare (DB) in pazienti che mostrano un aumento dei biomarker infiammatori. Durante il Congresso Mondiale di Psichiatria nel 2019 alcuni esperti hanno fornito un overview sulle conoscenze emergenti riguardo la relazione tra infiammazione sistemica e DDM, ed insight riferiti a come la presenza di biomarker infiammatori potrebbe influenzare le scelte terapeutiche.

Per ulteriori informazioni sul ruolo dell’infiammazione nella salute mentale, fare riferimento ad una serie di articoli sull’argomento all’interno del Lundbeck Institute Campus: https://institute.progress.im/en/content/inflammation-and-brain-disorders-series-articles

 

Aumento dei livelli di biomarker infiammatori nel DDM

Il primo relatore ha spiegato che, dal punto di vista evolutivo, i processi infiammatori hanno interagito con il cervello per produrre risposte comportamentali volte ad evitare agenti patogeni e predatori. Tali interazioni sembrano ora associate allo sviluppo del disturbo depressivo maggiore (DDM) e potrebbero contribuire all'assenza di risposta agli antidepressivi.1

Elevati livelli di PCR sono correlati a maggiore gravità dei sintomi di DDM nelle donne, ma non negli uomini

Molti biomarker infiammatori sono stati oggetto di studio nel DDM, in particolare la proteina C-reattiva (PCR), le interleuchine (IL) 1-beta (β), 2, 4, 6, 8 e 10, e il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α). I risultati osservati includono:

  • un’associazione significativa tra livelli più elevati di PCR e maggiore gravità complessiva dei sintomi secondo Montgomery Asberg Depression Rating Scale (MADRS) nelle donne, ma non negli uomini2
  • un’associazione tra livelli più elevati al basale di IL-17, che svolge un ruolo nella sintesi di dopamina, e maggiore miglioramento dei sintomi in pazienti con DDM trattati con una combinazione di due antidepressivi che modulano la trasmissione dopaminergica3

Una metanalisi di 26 studi su PCR e DDM ha mostrato un effetto piccolo, ma altamente significativo (p<0,01), tra PCR e DDM.

Le conclusioni del relatore sono state le seguenti:

  • vi è la necessità di differenziare meglio il ruolo degli immunomarker
  • alcuni pazienti con DDM potrebbero trarre beneficio da trattamenti antinfiammatori
  • gli studi necessitano di una migliore standardizzazione

I marker infiammatori possono guidare la scelta del trattamento per il DDM?

Una delle maggiori sfide nel trattamento del DDM è la mancanza di coerenti predittori clinici o di laboratorio della risposta agli antidepressivi.

I marker infiammatori, come PCR, potrebbero predire la risposta agli antidepressivi

Secondo quanto esposto dal secondo relatore, l’infiammazione è un processo chiave che influenza la sintomatologia del DDM e controlla la risposta al trattamento. I livelli di PCR potrebbero, quindi, differenziare la risposta del paziente a trattamenti con meccanismi d’azione diversi.

Il potenziale ruolo di PCR come predittore della risposta agli antidepressivi è attualmente oggetto di valutazione in uno studio clinico, il PRECISE-D (Promoting Enhanced Pharmacotherapy Choice Through Immunomarkers Evaluation in Depression), la cui data di completamento prevista è giugno 2021.4

 

Aumento dei livelli di biomarker infiammatori nel DB

Il terzo relatore ha presentato una metanalisi che fornisce evidenze di un aumento significativo di citochine pro-infiammatorie, antinfiammatorie e regolatorie nel disturbo bipolare (DB).5

Trenta studi per un totale di 2599 partecipanti, di cui 1351 affetti da DB e 1248 controlli sani, hanno rivelato che, rispetto ai controlli, i pazienti affetti da DB mostravano:

  • aumenti significativi dei livelli di IL-4, IL-6, IL-10, recettore solubile dell’IL (sIL)-2, sIL-6R, TNF-α, recettore 1 solubile del TNF, e antagonisti del recettore dell’IL-1
  • una tendenza a livelli più elevati di IL-1β e IL-6
  • nessuna differenza significativa per IL-2, interferone (IFN)-gamma (γ), ligando 2 della chemochina (CCL2) e IL-8

I livelli di IL-2, IL-4, sIL-6R e IFN-γ non erano correlati allo stato del trattamento farmacologico.

Le citochine pro-infiammatorie, antinfiammatorie e regolatorie risultano aumentate nel disturbo bipolare

Anche le concentrazioni di PCR risultano aumentate nel DB e sono più elevate durante la fase di mania rispetto alla fase di depressione ed eutimia.6 Il relatore ha illustrato che i livelli di PCR diminuiscono quando si raggiunge l’eutimia dopo il trattamento di un episodio maniacale o depressivo acuto. Inoltre, ha osservato che:

  • livelli aumentati di biomarker infiammatori nel DB sono associati a volumi cerebrali inferiori e funzionalità cognitiva ridotta
  • un aumento dell’indice infiammatorio prevede una ricaduta depressiva
  • sono necessari ulteriori studi per identificare i sottogruppi di pazienti che potrebbero trarre beneficio dagli agenti antinfiammatori

Our correspondent’s highlights from the symposium are meant as a fair representation of the scientific content presented. The views and opinions expressed on this page do not necessarily reflect those of Lundbeck.

References
  1. Miller A, Raison C. Nat. Rev. Immunol. 2016;16:22–34.
  2. Kohler-Forsberg O, et al. Brain Behav Immun. 2017;62:344–50.
  3. Jha M, et al. Brain Behav Immun. 2017;66:103–10.
  4. https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT03993457
  5. Modabbernia A, et al. Biol Psych. 2013;74:15–25.
  6. Fernandes B, et al. Lancet Psych. 2016;3:1147–56.
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