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Gestione della schizofrenia per una migliore qualità di vita e autonomia: la parola all'esperto

La gestione individualizzata del paziente è fondamentale per ottenere una migliore qualità di vita e autonomia per i pazienti con schizofrenia, ha spiegato il professor Ira Glick della Stanford University School of Medicine, Stanford, California. In una interessante presentazione all’APA 2020 On Demand, ha descritto ciò che ha appreso nei suoi 50 anni di esperienza nella gestione di pazienti con schizofrenia e le ultime ricerche su come ottenere outcome migliori.

Il gap di mortalità per i pazienti con schizofrenia è di 15 anni perché molti muoiono prematuramente a causa del trattamento inadeguato delle condizioni mediche

Per ottenere una strategia di gestione efficace a vita per i pazienti con schizofrenia è necessario un approccio seguito da un team, con un processo decisionale condiviso, individualizzato per ciascun paziente, come ha affermato il professor Glick, e deve essere incentrato sui seguenti punti:

  • bilanciare l’efficacia e la sicurezza degli antipsicotici
  • garantire l’aderenza a lungo termine agli antipsicotici
  • trattare i fattori di rischio e le patologie associati
  • fornire supporto psicosociale e istruzione

 

L’aderenza a lungo termine agli antipsicotici previene le ricadute e le riospedalizzazioni

Scegliere l’antipsicotico più efficace e “clinicamente più sicuro” per ogni singolo paziente

Non tutti gli antipsicotici sono uguali, ha affermato il professor Glick. Esistono notevoli differenze tra gli antipsicotici in termini di efficacia e di eventi avversi.1 È importante scegliere l’antipsicotico più efficace e “clinicamente più sicuro” per ogni singolo paziente e gestire efficacemente gli eventi avversi, come i disturbi del movimento acuti e tardivi e la sindrome metabolica.2

L’aderenza a lungo termine agli antipsicotici3,4 è fondamentale per prevenire ricadute e riospedalizzazioni che compromettono gli outcome. Non esitate ad usare gli iniettabili a lunga durata d’azione (LAI) dal primo episodio,5 ha suggerito il professor Glick.

Trattare i fattori di rischio e le patologie associati per colmare il gap di mortalità di 15 anni

Obesità, fumo e mancanza di esercizio fisico sono fattori di rischio medico comuni

Il gap di mortalità per i pazienti con schizofrenia è di 15 anni perché molti muoiono prematuramente a causa di un trattamento inadeguato per il diabete di tipo 2 e per le malattie cardiovascolari e correlate al fumo.6 Per recuperare questi 15 anni persi e avere una durata di vita normale, è essenziale individuare e trattare:

  • fattori di rischio medico associati, come obesità, fumo e mancanza di esercizio
  • patologie come diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari7

Adottare un approccio terapeutico completo, multidisciplinare e di team

Gli interventi psicosociali supportano ed educano i pazienti e i loro familiari e promuovono l’autonomia nella vita quotidiana ed il funzionamento lavorativo. Insieme alle terapie e agli interventi psicofarmacologici e medici, sono componenti fondamentali dell’approccio terapeutico completo, multidisciplinare e di team per la psicosi, che migliora sia gli esiti funzionali che quelli clinici.8–10 

Our correspondent’s highlights from the symposium are meant as a fair representation of the scientific content presented. The views and opinions expressed on this page do not necessarily reflect those of Lundbeck.

References
  1. Pillinger T, et al. Lancet Psychiatry 2019;7:64–77.
  2. Marder S, et al. N Engl J Med 2019;381:1753–61.
  3. Glick I, et al. Ann Intern Med 2001;134(1):47–60.
  4. Leucht S, et al. Am J Psych 2017 Oct 1;174(10):927–42.
  5. Kane JM, et al. J Med Econ 2013;16(7):917-25.
  6. Galletly CA. Lancet Psychiatry 2017;4:263–5.
  7. Firth J, et al. Lancet Psychiatry 2019;8:675–712.
  8. Glick I, et al. J Clin Psychopharmacol 2011;31(1):82–5.
  9. Dixon LB, et al. World Psychiatry 2016;15:13–20.
  10. Kane JM, et al. Am J Psych 2016;173(4):362–72.
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