Nuovi orizzonti sull’infiammazione e funzione neuroimmune nella depressione

La concentrazione plasmatica di citochine proinfiammatorie e dei loro recettori solubili risulta maggiore nel sangue di pazienti affetti da disturbo depresssivo maggiore (DDM). La comprensione dei cambiamenti neuroimmuni nella depressione potrebbe aiutare ad identificare nuovi potenziali bersagli terapeutici. Di seguito vi riportiamo una presentazione tenutasi durante il Congresso APA 2016 che si è focalizzata sui marcatori immunitari centrali e periferici nella depressione.

L’infiammazione nella depressione continua ad essere un tema dibattuto, oltre che oggetto dell’attuale ricerca che ha lo scopo di analizzare approfonditamente la neurobiologia dei disturbi dell’umore. Molte evidenze sperimentali – sia cliniche che precliniche – identificano un aumento nei livelli di citochine proinfiammatorie come IL-1beta, IL-6 e TNF-alfa nel plasma di pazienti con depressione. Durante una presentazione orale al simposio APA, il Professore Ghanshyan Pandey, Direttore del Dipartimento di Mood Disorders and Suicide Research alla University of Illinois di Chicago, ha evidenziato come la ricerca attuale miri a comprendere perchè e dove questi marcatori infiammatori aumentano – osservando l’attivazione sia centrale che periferica del sistema immunitario negli stati depressivi.   

Marcatori o mediatori?
Il Prof. Ghanshyan Pandey ha ricordato che l’infusione di citochine in modelli animali o nell’uomo induce un “modello di malattia” molto simile alla depressione, suggerendo che questi mediatori infiammatori potrebbero essere più che semplici marcatori dell’attivazione immunitaria nei disturbi dell’umore, ma assolutamente fondamentali per la neurobiologia della malattia.  

Espressione genica
L’attuale ricerca condotta dal Prof. Pandey ha incluso studi su cervelli post-mortem di pazienti ricoverati per depressione e disturbo bipolare e ha valutato, inoltre, l’espressione genica di citochine note per essere aumentate negli stati depressivi. Secondo il Professore, è importante misurare l’espressione di mRNA delle citochine e dei rispettivi recettori. Infatti, l’espressione di IL-1beta, IL-6 e dei membri della superfamiglia di TNF aumenta durante la depressione e, in aggiunta alla sovraproduzione di queste citochine, vi è anche un aumento dell’espressione dei recettori di membrana che mediano i loro effetti. Le citochine periferiche non possono attraversare facilmente la barriera emato-encefalica, ma quelle di tipo proinfiammatorio coinvolte nella depressione risultano espresse in maniera anomala nel cervello di pazienti affetti da depressione  e nel cervello di pazienti con disturbi dell’umore che commettono suicidio.  

Up-regulation centrale di citochine e recettori
Una parte della ricerca del Professor Pandey, condotta in cervelli post-mortem di giovani e adolescenti vittime di suicidio, ha dimostrato un aumento dei livelli di IL-6 e TNF-alfa, sia in forma di proteina che di mRNA, nella corteccia prefrontale. Gli studi in cervelli adulti di pazienti con DDM che hanno commesso suicidio mostrano una riduzione significativa di IL-10 – una citochina antinfiammatoria – e un aumento significativo di linfotossina A (LTA) rispetto ai controlli. In contrasto con l’aumento dell’espressione delle citochine stesse, diminuisce quella dei loro recettori.

I recettori Toll-like 
Altri mediatori che hanno suscitato interesse tra gli psichiatri sono i recettori Toll-like (TLR) – una famiglia di mediatori dell’immunità innata. Il Professor Pandey sostiene che TLR3 e TLR4 hanno effetti sulla performance cognitiva, mentre la carenza di TLR3 favorisce la cognitività spaziale. Le terapie che hanno come bersaglio i recettori TLR sono state studiate in altre condizioni che coinvolgono il sistema immunitario come l’infezione da HIV2 e la psoriasi e la ricerca ora si sta estendendo per studiarli nella depressione.  

 

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