Sostenere l’aderenza – strategie nella schizofrenia

L’aderenza ai farmaci antipsicotici aiuta a raggiungere i migliori risultati possibili per i pazienti con schizofrenia, ma spesso è difficile da ottenere per molti motivi. Al Psych Congress 2019, Leslie Citrome del New York Medical College Valhalla, New York, e Christoph Correll della Hofstra Northwell School of Medicine, New York, hanno evidenziato i fattori che contribuiscono alla non aderenza e le strategie per affrontarli, che comprendono un processo decisionale condiviso mediante la comunicazione incentrata sul paziente e il colloquio motivazionale.

La scarsa aderenza porta a risultati sfavorevoli

La scarsa aderenza ai farmaci antipsicotici è comune e può essere confusa con la resistenza al trattamento, portando a inutili aumenti della dose o a variazioni del regime di trattamento. Sono stati identificati una serie di fattori specifici che contribuiscono alla scarsa aderenza, che differiscono per pazienti diversi e possono cambiare nel tempo, come ha illustrato il Professor Citrome.1

La scarsa aderenza ai farmaci antipsicotici è comune e può essere confusa con la resistenza al trattamento

Gli interventi che hanno l'obiettivo di migliorare i fattori che contribuiscono alla scarsa aderenza includono:

  • colloquio motivazionale per migliorare la comunicazione paziente-psichiatra
  • posizionamento delle confezioni dei farmaci in luoghi ben visibili, strumenti di auto-monitoraggio e definizione di routine per affrontare i problemi logistici dell’assunzione quotidiana di farmaci
  • uso di un antipsicotico iniettabile a lunga durata d’azione (LAI) invece della somministrazione quotidiana di farmaci

Potrebbe essere necessaria una combinazione di interventi.

Atteggiamento degli psichiatri e dei pazienti nei confronti dei LAI

I pazienti hanno le proprie preferenze e opinioni riguardo a quali sintomi ed effetti collaterali sono importanti per loro, che non necessariamente sono allineate a quelle degli psichiatri, ha affermato il Professor Correll.

Solo il 9% degli psichiatri che presentano i LAI ai pazienti si concentra sugli aspetti positivi

I professionisti della salute mentale sopravvalutano le paure dei pazienti nei confronti dei LAI, quali dolore, imbarazzo, stigma, e le paure espresse superano le reali esperienze dei pazienti già trattati con LAI.2

La discrepanza tra le preferenze degli psichiatri e quelle dei pazienti è stata evidenziata da una serie di studi:

  • un’analisi del linguaggio usato da 33 psichiatri nel proporre i LAI ai pazienti ha mostrato che la maggior parte degli psichiatri ha presentato questa terapia sotto una luce negativa, di conseguenza solo 11 pazienti hanno accettato; ad un colloquio post-visita, però, 27 pazienti su 28 (96%) che sembravano aver rifiutato la raccomandazione iniziale volevano provare i LAI3
  • un sondaggio su 350 psichiatri ha mostrato un atteggiamento generalmente negativo nei confronti della prescrizione di un antipsicotico depot di prima o seconda generazione; il fattore più importante per opporsi alla prescrizione era la presunta aderenza sufficiente alla terapia orale, mentre altri motivi, tra cui il rifiuto del paziente e un controllo più scarso rispetto alla terapia con farmaci orali, non erano generalmente supportati da evidenze4
  • 206 pazienti con schizofrenia che avevano ricevuto almeno 3 mesi di trattamento con un LAI tipico o atipico lo hanno preferito rispetto ad altre formulazioni; in aggiunta, il 70% si è sentito meglio supportato nella propria malattia grazie al contatto regolare con il professionista sanitario che ha somministrato l’iniezione5

Il coinvolgimento dei pazienti nel loro trattamento richiede attenzione nel modo in cui gli psichiatri comunicano

Ottenere il consenso del paziente è fondamentale per promuovere l’aderenza e dipende da una comunicazione efficace

Ottenere il consenso del paziente è fondamentale per promuovere l’aderenza e dipende da una comunicazione efficace tra lo psichiatra e il paziente riguardo ai diversi interventi per garantire l’aderenza, ha affermato il Professor Citrome. L’obiettivo è un processo decisionale condiviso.

Tuttavia, due terzi dei pazienti senza esperienza con LAI affermano di non essere mai stati informati di questa opzione dai loro psichiatri.6

Secondo quanto illustrato dal Professor Correll, il colloquio motivazionale può aumentare la comunicazione paziente-psichiatra. Le premesse di base sono che i sentimenti contrastanti del paziente nei confronti del cambiamento sono normali e che la disponibilità dei pazienti a cambiare varia. Ha sottolineato la necessità di usare domande aperte, ascolto riflessivo e l’approccio “RULE”:

Due terzi dei pazienti senza esperienza con LAI affermano di non essere mai stati informati di questa opzione

  • (Resist) trattenersi dal dare troppi suggerimenti
  • (Understand) comprendere la motivazione del paziente
  • (Listen) ascoltare con un approccio empatico incentrato sul paziente
  • (Empower) responsabilizzare il paziente7

 

Questa sessione è stata supportata da una borsa di studio di Alkermes, Inc.

 

Our correspondent’s highlights from the symposium are meant as a fair representation of the scientific content presented. The views and opinions expressed on this page do not necessarily reflect those of Lundbeck.

References
  1. Velligan DI, et al. J Clin Psychiatry. 2009;70 Suppl 4:1–46.
  2. Cahling L, et al. Br J Psych Bull. 2017;41(5):254–9.
  3. Weiden PJ, et al. J Clin Psychiatry. 2015;76(6):684–90.
  4. Heres S, et al. J Clin Psychiatry. 2006;67(12):1948–53.
  5. Caroli F, et al. Patient Prefer Adherence. 2011;5:165–71.
  6. Jaeger M, et al. Psychiatry Res. 2010;175(1-2):58–62.
  7. Haque SF, D’Souza A. Current Psychiatry. 2019;18(1):27–8.
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